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      Locandina 2009



      Il Sentiero

 

1° Tappa Da Valcanale al rifugio Alpe Corte SKYMARATHON®

Segnavia 220 - Dislivello 320 m - Dal paese di Valcanale si può proseguire con l’automezzo, per strada in terra battuta, fino alla frazione Boccardi. Si continua fino a oltrepassare un albergo che sorge sulla destra; poco dopo la strada attraversa il torrente Acqualina per salire nella zona degli impianti di sci ormai in disuso del Vaghetto e dell’Alpe Piazza (un chilometro circa dal paese). Lasciare la macchina sul piazzale prima del ponte: a destra si apre immediatamente una larga mulattiera (cartello indi¬catore) che si inoltra nel bosco. Sempre percorrendo lo sterrato che attraversa la splendida abetaia, dopo 20 minuti si raggiunge la radura di baita Pianscuri (1.292 m). Poco dopo, compiuta una curva, si esce dal bosco e si sbuca sul prato dove sorge il rifugio Alpe Corte (1.410 m).

2° Tappa Alpe Corte al rifugio Laghi Gemelli SKYMARATHON®

Segnavia 216+215 - Dislivello 729 m - La salita si svolge lungo la valle della Corte che deve essere percorsa fino alla sua testata, il passo del Laghi Gemelli (2.139 m). Il sentiero, dal rifugio Alpe Corte, si dirige verso lo sbarramento del torrente e imbocca subito la valle, prima pianeg¬giante e poi in lieve salita, fin sotto un ripido salto che la sbarra. Un sentiero piuttosto ripido vince l’ostacolo sulla sinistra: al sommo del salto si raggiunge la piana che ospita baita Corte di mezzo (1669 m). Si prosegue percorrendo il piano erboso, poi ci si alza sulla sinistra verso i pendii del monte delle Galline sempre lungo il sentiero segnalato, si entra in una valletta, si contorna un successivo sperone e si guadagna la successiva spianata dove è situata baita Corte alta (1885 m). Si continua adesso per pascoli e zone di roccette: con un giro verso nord ovest si entra nella valletta termi¬nale che, con regolare salita, conduce alla depressione del passo dei Laghi Gemelli (2139 m), insellatura aperta tra il monte Corte sulla destra e l'elevazione di quota 2.226 m che la separa dal passo di Mezzeno (ore 2 dal rifugio Alpe Corte). Bellissima la vista sulla sottostante conca occupata dalle acque dei Laghi Gemelli. La discesa, per sentiero ben segnalato, si svolge dia¬gonalmente verso sinistra (nord ovest): ripidi tornanti conducono verso l'estremità meridionale del lago dove il bel sentiero, proseguendo verso nord, va a inne¬starsi su quello che scende dal passo di Mezzeno e per esso, passando accanto ad un'ampia casera e contornando la sponda occidentale del lago, conduce al rifugio Laghi Gemelli (1.968 m).

3° Tappa Dal rifugio Laghi Gemelli al rifugio Calvi SKYMARATHON®

Segnavia 213- Dislivello 280 m - Dal rifugio Laghi Gemelli si scende verso il lago delle Casere, si scavalca il ponticello in muratura sul suo immissario e si risale al vicino lago Marcio. Un bel sentiero corre lungo la sponda occidentale di questo bacino e raggiunge la diga di sbarramento; da qui per una serie di curve si arriva ad un bivio presso una costruzione dell’ENEL per la captazione delle acque. Sulla destra si stacca un sentiero che, procedendo pianeggiante, punta ad una verticale fascia rocciosa: si imbocca questo tracciato che diventa molto suggestivo anche se privo di difficoltà. Per aggirare i ripidi pendii rocciosi, il sentiero in parecchi punti è scavato nella viva roccia e non mancano nemmeno gallerie e aerei ponticelli in muratura. Superato questo tratto il sentiero sbuca in una zona boscosa, passa accanto ai ruderi di una baita (1.750 m), entra in una valletta e raggiunge la diga del lago di Sardegnana (1.735 m). Si attraversa la diga e si risale il versante opposto dove è situata la casa dei guardiani. Al di sopra della casa si prende la larga traccia che si inoltra nel bosco e che porta ad un colletto dove si continua lungo la mulattiera in lieve pendenza fino al dosso dei Signori e alla valle dei Frati. Si continua ancora fino a salire alla baita della Capra (1780 m) e da qui si sale ad una successiva valletta per poi incontrare la carrareccia che sale da Carona fino alla sommità della diga di Fregabolgia. Il rifugio Fratelli Calvi (2.015 m) è ormai in vista: continuando lungo il sentiero che si mantiene alto sopra le acque del lago viene raggiunto in pochi minuti.

4° Tappa Dal rifugio Calvi al rifugio Brunone SKYMARATHON®

Segnavia 225 Dislivello 880 m - Dal rifugio Calvi si scende al lago Rotondo e ci si porta sul versante boscoso della valle sul fondo della quale scorre il Brembo. Il sentiero prosegue verso est e si inerpica sul versante opposto della valle; conti¬nuando la marcia si costeggia una cascata e si risale il successivo pendio di macereti. Giunti al suo termine, si sbuca in una radura occupata dal laghetto di Valsecca: da qui il sentiero si dirige verso il pianoro di ghiaie che conduce nel vallone del passo di Valsecca. Generalmente nella parte alta c’è neve: in tal caso si preferisce attraversare il piano nevoso avvicinan¬dosi ai pendii del Diavolino per incontrare nuovamente la traccia di sentiero ricavata nel minuto ghiaietto. Seguendo questa traccia, con alcune svolte si giunge infine al passo di Valsecca (2.496 m), importante valico che permette di entrare in Valle Seriana. Dal passo si scende sul versante della Valsecca ci si avvicina alla costa er¬bosa che culmina più in basso nella cuspide del pizzo Tendina. Con alcune svolte si raggiunge il crinale e dopo averlo percorso per un breve tratto in discesa, si guadagna lo spiazzo sul quale è posto il bivacco Aldo Frattini. Dal qui il sentiero scende ancora con qualche curva fino ai pascoli di Tenda, frequentati da alcuni pastori. Con mo¬derata pendenza si prosegue in discesa e si perviene su una stretta cengia erbosa che porta sul fondo della valle del Salto. Al di là il sentiero si inerpica subito con moderata pendenza iniziando così la lunga risalita di 400 metri di dislivello verso il rifugio Brunone. Superato un passaggio che richiede attenzione si raggiunge la piana dove si incrocia il sentiero che sale da Fiumenero: seguendo questa nuova traccia si raggiunge presto il rifugio (2.295 m).

5° Tappa Dal rifugio Brunone al rifugio Coca SKYRECE®

Segnavia 302 - Dislivello 500 m - Dal rifugio Brunone si segue per un breve tratto il sentiero che conduce al pizzo Redorta per poi lasciarlo sulla sinistra in favore del Sentiero delle Orobie. Effettuando un ampio giro a semicerchio, la traccia punta alla base di un canaletto di sfasciumi che va risalito fino al culmine, ove si trova una terrazza alla base dello “Sperone alto” del Redorta. Dalla qui si continua in salita lungo una cengia fino a scavalcare una bocchetta che immette nell’alto circo della vedretta dei Secreti. Attraversati gli ultimi campi di neve ghiacciata che occupano il fondo di questa valle, si percorrono senza difficoltà alcuni saltini di rocce e si sale alla vicina sella dei Secreti. Scavalcata la forcella si scende sul versante opposto, tenendo la sinistra, dopo un tratto pianeggiante a mezza costa si risalgono gli ultimi metri di questa valle fino alla forcella al suo culmine: è “Ol Simal”, il punto più alto di tutto il Sentiero delle Orobie (2.714 m). A questo punto inizia la ripida discesa che condurrà in val di Coca: imboccando il ripido canaletto franoso che scende sull’altro versante, si arriva presso l’alto circo della valle Antica, e si prosegue verso Est sino all’intaglio del Forcellino. Da qui un successivo canale roccioso immette su un sentiero che, tagliando a mezza costa questo pendio, permette di aggirare la punta della cima di Avert (2.616 m), e di proseguire con una serie di saliscendi che superano di volta in volta alcuni cordoni rocciosi opportunamente attrezzati. Oltrepassata anche la costola dell’ultima elevazione del Redorta, si scende nella piccola conca appena sopra al lago di Coca. Un ultimo breve tratto di sentiero allo spalto roccioso su cui è costruito il rifugio Coca.

6° Tappa Dal rifugio Coca al rifugio Curò SKYRECE®

Segnavia 303 - Dislivello 550 m - Il sentiero, dal rifugio Coca, si abbassa sino al sottostante ponte di cemento. Guadato il vigoroso torrente, si trascura a destra il sentiero che proviene da Valbondione e si prende a sinistra la traccia che, con alcune svolte, porta alla bella conca erbosa a monte del rifugio. Raggiunti i ripidi pendii che si innalzano sulla destra, il percorso inizia a guadagnare quota con moderata pendenza restando alto sopra il fondovalle e regalando panorami via via sempre più ampi. Dopo aver superato lo sbocco della valle del Polledrino il sentiero si fa quasi pia¬neggiante e, procedendo a mezza quota, scavalca alcune vallette secondarie fino a raggiungere l’aereo passo del Corno, pulpito meraviglioso su tutta la conca del Barbellino. Oltre la bocchetta, così aerea da offrire l’illusione di trovarsi sospesi in cielo, il sentiero scende leggermente e con un traverso su pendii molto ripidi (a un bivio tenere la sinistra) si porta alla base di un canale di sfasciumi che richiede attenzione. Alcune catene metalliche permettono di superare il passaggio in sicurezza e di raggiunge il successivo piccolo pianoro (sponda Arsena), dove la salita termina. Da qui si prosegue a mezza costa entrando in val Morta e lasciando la caratteristica cuspide del pizzo Coca sulla sinistra: con una serie di strette ser¬pentine si perde velocemente quota e si raggiunge il fondo della valle, presso il modesto bacino idroelettrico di mo¬dulazione. Raggiunta la casa dei guardiani, una ripida mulattiera permette di salire alla ben più imponente diga del Barbellino e successivamente al non distante rifugio Curò.

7° Tappa Dal rifugio Curò al rifugio Albani SKYRECE®

Segnavia 304-401 - Dislivello 1050 m - Si lascia il rifugio Curò e si percorre per un breve tratto in senso inverso la mulattiera di accesso al rifugio: a una curva a gomito un cartello per il rifugio Albani indica di deviare a sinistra e di seguire il sentiero verso i pendii del monte Cimone. Proseguendo a mezza costa la traccia inizia una salita al termine della quale sbuca al colle delle Miniere (1.920 m). Oltre il passo una ripida discesa consente di raggiungere il fondo della valle nei pressi della baita Passera e attraversato il torrente si ricomincia a salire fino all’ampio valico della Manina. Dal passo il sentiero attraversa a mezza costa le pendici del Pizzul, e proce¬dendo con qualche zig zag, supera la sella dell’Asta. Proseguendo verso Sud-Est si attraversa il fianco meridionale del monte Barbarossa fino alla caratteristica conca che si stende tra il monte e il pizzo di Petto. Il sentiero conduce all’imbocco di un canalino roccioso attrezzato con catene e che sbuca al colletto tra le due vette del pizzo di Petto. Dall’intaglio, scendendo leggermente verso destra si raggiunge il passo di Fontana Mora. Si attaccano i successivi pendii calcarei fino al loro culmine, per poi divallare sul versante scalvino che qui si ada¬gia presso la bocchetta nord del monte Ferrante. Proseguendo ora su terreno pianeggiante, si va a raggiungere una cengia alla base del monte Ferrante: la si percorre sino a incrociare la cresta sud presso la vicina bocchetta meridionale. Per pascoli il sentiero scende regolare sull’ampio crestone e arriva da ultimo al passo dello Scagnello. Calando per gli erbosi pendii, il sentiero conduce infine al rifugio Albani

8° Tappa Dal rifugio Albani al passo della Presolana SKYCLIMBING®

Dal rifugio Albani si scende al piazzale delle miniere e ci si dirige al colle della Guaita. Scendendo leggermente sull’altro versante, si prosegue su terreno ghiaioso avvicinandosi alla parete sino a raggiungere il caratteristico canale roccioso ove parte la via ferrata. Si attaccano le prime scalette verticali che permettono di accedere alla parte centrale del canale e traversandolo sul fondo ci si porta sul versante opposto dove altre scalette permettono di salire al passo della Porta. Piegando a destra, una scala metallica vince un primo salto verticale, poi ulteriori tratti attrezzati con pioli e catene di ferro permettono di guadagnare quota. Procedendo su pendii molto esposti, si supera il canalone e si sale a una selletta in vista dello spigolo Nord della Presolana. Con molta attenzione, usando le catene fisse, si scende su una placca coperta di pietrisco fino a raggiungere la base. Da qui il sentiero permette di raggiungere i prati della Corna delle Quattro Matte. Poco oltre si scavalca il crestone delle Pecore e ci si avvicina al canalone del Vallone: un ultimo breve tratto attrezzato permette di raggiungerne la sella tra il monte Visolo e la punta orientale della Presolana. Piegando a sinistra, si segue la traccia e in breve si guadagna la cima del monte Visolo da cui inizia una lunga discesa: dopo un breve tratto in cresta, il sentiero devia sul versante meridionale della montagna e inizia a perdere quota. Scendendo sempre a pendenza costante si raggiunge la malga Cassinelli, da cui passa il sentiero che collega il passo della Presolana alla grotta dei Pagani: imboccandolo in direzione del passo, si giunge al traguardo in meno di mezz’ora.

 

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